Quante volte emozioni e pensieri si mescolano.
Quante volte vorremmo dire una cosa e ne diciamo un’altra.
Quante volte sentiamo diversamente da come pensiamo.
Quante voci borbottano, urlano, si lamentano e se la ridono nella nostra testa?
Quante persone si nascondono dentro di noi? E quante e quali facciamo uscire quando incontriamo una persona?
Quanti condizionamenti ci vengono dal nostro vissuto e quanti da quello degli altri?
Quante scelte prendiamo in virtù dell’ambiente in cui viviamo, di quello familiare in cui siamo stati cresciuti, del contesto storico e sociale?
Si dice che siamo l’insieme delle cinque persone che frequentiamo di più. Ma contano soltanto quelle del momento o tutte quelle che nel tempo ci sono entrate sotto la pelle?
Quanto di noi conosciamo e decidiamo e quanto improvvisiamo?
Quante e quali domande, nella nostra mente, restano senza risposta o trovano quella sbagliata?
Tutti questi punti interrogativi quanta confusione creano dentro di noi? E come facciamo a non essere tutti un po’ folli?
A questi quesiti il film FolleMente, dà una risposta?
Forse ognuno trova la sua o forse, come nella vita, la parte più interessante è proprio la domanda.
L’unica certezza del film FolleMente è che riguarda tutti noi, nessuno escluso. Forse anche per questo è divertentissimo. Perché, diciamolo, con le nostre manie, le nostre paure, le nostre idiosincrasie, le nostre fragilità siamo tutti estremamente buffi e un po’ folli.
Paolo Genovesi ha nuovamente fatto centro toccando temi universali e lasciandoli gestire da un cast azzeccatissimo.